Linee guida per riconoscere e difendersi dallo stalking

violenza sulla donnaQuesta guida è stata scritta da un lato per aiutare a riconoscere quando ci si ritrova ad essere vittime di stalking e dei comportamenti di violenza e maltrattamento, e dall'altro per fornire strumenti e indicazioni che possano servire a chi ne è vittima per difendersi.

Il termine stalking deriva dall’inglese “to stalk” e fa riferimento al comportamento persecutorio di un “cacciatore” che insegue la preda e che mette in atto azioni di maltrattamento nei confronti di chi cerca di allontanarsi dalla relazione.

Per parlare di stalking deve sussistere un nesso di causalità tra le reiterate minacce e le conseguenze che portano a un danno vero e proprio. In tal caso gli effetti possono essere devastanti e minano l'autonomia e l'autostima, portando l’individuo percepirsi “in trappola”.

Nello specifico si parla di stalking se il persecutore genera nella vittima:

  • un continuo stato di ansia e di paura
  • un pericolo per la propria incolumità e/o per le persone vicine
  • una costrizione reiterata rispetto alle proprie scelte o abitudini di vita

Come si manifesta il maltrattamento psicologico?

come difendersi dallo stalkingIn genere si va dalla svalutazione alla denigrazione e spesso la persona non riesce a dare un nome a questo comportamento. Viene colpita sull’autostima, inizia a diventare fragile. Non sa se è colpa sua o se è così che funziona la realtà.

Il maltrattamento avviene attraverso critiche, ingiurie, azioni di controllo delle attività sociali e interpersonali che violano la privacy, intimidazione, e il partner, nella maggior parte dei casi è una donna, che finisce per rimanere isolata perché i vicini hanno paura, perché le amiche si tengono in disparte, perché i parenti a loro volta vengono minacciati. In questo modo vengono annientate le sue capacità personali.

Il ciclo della violenza

Chi subisce maltrattamenti, spesso non sa che i comportamenti del partner maltrattante seguono un ciclo della violenza (Walker, 79), basato su strategie di controllo e che in genere tende a ripetersi secondo tre fasi:

  • FASE 1 – COSTRUZIONE DELLA TENSIONE, dove in genere appaiono i primi conflitti con forte tensione psicologica e inizia uno stato di allerta da parte della donna e un accumulo di stress. In questo caso, le strategie di controllo consistono nella minimizzazione
  • FASE 2 – ESPRESSIONSE DELLA VIOLENZA, in cui si manifestano atti di maltrattamento sempre più gravi con rapida escalation. E’ la fase acuta in cui si ha l’espressione della violenza e dove in genere c’è la possibilità che la vittima chieda aiuto. In questa fase l’uomo utilizza strategie di controllo basate sulla minaccia e l’intimidazione.
  • FASE 3 – LUNA DI MIELE, l’aggressore è colto da paura, senso di colpa, timore di reazioni da parte della donna perciò si giustifica e tenta delle spiegazioni per il suo comportamento, cercando di ottenere il perdono della donna, attraverso scuse, il pentimento e promesse di cambiamento.

Nel seguente spezzone, tratto dal film “Ti do i miei occhi” è possibile osservare parte delle fasi sopra descritte. In particolare le strategie di controllo del marito che cerca in tutti i modi di trovare giustificazioni al proprio comportamento e di spostare il problema, cercando in tutti i modi farsi perdonare (tu sei la mia vita, per favore perdonami), per poi un attimo dopo, ritornare ad essere aggressivo.

Sintomi

Il maltrattamento produce in genere una riduzione dell’autostima e delle capacità di reazione, portando il partner a sentirsi sempre più schiacciato. Si sviluppa inoltre una “tolleranza all’ingiuria” dove col passare del tempo i comportamenti maltrattanti aumentano sempre più di intensità, in quanto una frase come “la minestra fa schifo”, che inizialmente poteva sconvolgere, in un secondo momento dove viene agita una violenza fisica (schiaffi, pugni, pedate, strozzamento, deprivazioni di sonno, alimentare, uso di armi) scivola via.

Il maltrattamento agisce quindi in modo subdolo e silente, e la donna che non se ne rende conto, finisce per morire dentro.

Tra i sintomi più comuni abbiamo:

  • Mancanza di sonno
  • Dolori psicosomatici
  • Attacchi di panico
  • Stato confusionale
  • Difficoltà nel ricordare lo svolgimento cronologico degli eventi
  • Ansia generalizzata
  • Disturbo post traumatico da stress
  • Vaginismo e avversione sessuale
  • Mancanza di libido e eiaculazione precoce
  • Problemi area sessuale desiderio, eccitazione ed orgasmo
  • Dolore cronico (dispareunia)
  • Aborto spontaneo
  • Problemi sessuali

I disturbi spesso non sono contestuali al maltrattamento, ma si mostrano successivamente quando la storia finisce, anche in altre relazioni.

Comportamenti tipici di chi è vittima

  • Sottovalutare e a tollerare quanto accade, sperando che passi da solo;
  • Cercare di risolvere la situazione da solo/a alternando comportamenti tesi a ragionare ad aggressioni nei confronti del persecutore.
  • Cercare di ragionare con lo stalker per convincerlo a essere lasciati in pace
  • Cerca
  • Chiudere il telefono di fronte alle continue telefonate
  • Cercare di cambiare numero

Riferimenti normativi

Il d.lg. 23/02/2009 n.11 giudica lo stalking come reato del codice penale, in quanto va a ledere il concetto di libertà e di incolumità individuale e condanna il molestatore ad una pena che va da una reclusione da 6 mesi a 4 anni (642 bis c.p.) e che risulta ancora più grave se commessa da coniuge separato.

Possibili soluzioni al problema

Chi è vittima non accetta il senso di impotenza e la perdita di controllo. In questi casi, la prima cosa da fare per difendersi realmente e per riottenere il controllo consiste nell'ignorarlo consapevolmente, fin dall'inizio e continuarlo a fare anche successivamente nel caso le cose si siano già aggravate. Ogni risposta di fronte alle provocazioni incentiva infatti lo stalker a continuare nei suoi atteggiamenti vessatori.

In caso di ripetute molestie:

  1. La prima cosa da fare è riconoscere di essere vittime del problema e cercare di capire quali sono i rischi di provare a farcela da soli.
  2. Cercare di cambiare i spesso i percorsi per andare a casa o al lavoro ed evitare quelli isolati.
  3. Tenere sempre un telefonino a portata di mano e nel caso si abbia la percezione di essere seguiti, meglio chiamare il 112 (carabinieri) o la polizia di stato (113), piuttosto che scappare a casa o da amici, facendosi notare impauriti. E' infatti la paura che si ha del molestatore che lo spinge ad incrementare il suo atteggiamento persecutorio.

In caso di molestie telefoniche:

  1. Evitare di convincere il molestatore ragionando con lui e/o evitare di rispondergli con rabbia. Queste reazioni infatti rischiano di incrementare le sue persecuzioni. Piuttosto essere chiari e decisi fin dall'inizio rispondendo con un NO secco e nel caso in cui continui, la migliore soluzione è non rispondere al telefono.
  2. Evitare di cambiare numero di telefono, piuttosto chiedere una seconda linea e lasciare che il molestatore continui a chiamare. Prima o poi si stancherà, se non riceverà risposta.
  3. Raccogliere tutte le prove da portare eventualmente alle forze dell'ordine. Segnarsi ad esempio giorno, ora e durata della chiamata; registrare le telefonate (anche quelle mute); conservare lettere, e-mail, sms, bigliettini e regali.

Se sei vittima di stalking puoi:

  1. Rivolgerti a uno psicologo e/o ad un avvocato per ottenere un primo aiuto. Chi è vittima di stalking infatti diventa spesso fragile emotivamente e psicologicamente
  2. Chiamare il numero verde nazionale per le vittime di stalking (1522) che è attivo 24 ore su 24 e offre assistenza psicologica e giuridica, indirizzando presso gli sportelli allestiti nelle questure.
  3. Rivolgersi ai centri anti-stalking che forniscono un sostegno dal punto di vista psicologico. (Numero verde da lun. a ven. 06.44246573 / sab. e dom. 327.46.60.907) Questi centri in genere mettono a disposizione delle case rifugio, all’interno delle quali viene mantenuta la privacy.
  4. Rivolgersi alle autorità competenti, per denunciare le molestie e chiedere al questore di ammonire l'autore oppure in caso di presunto stalker, denunciarlo e querelarlo, per sottoporlo ad un processo penale.

Davide Algeri

Consulente Sessuale Milano

Bibliografia

  • Walker L. E. A., The battered woman, New York, Harper & Row, 1979.

E' possibile fissare un primo appuntamento in studio a Milano chiamando direttamente il 348.5308559

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